Stile di vita asso e gestione del peso nhs

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Sostieni la ricerca per il diabete! Di conseguenza, hanno un aumentato rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 DMT2 in futuro. Resta da chiarire se il corso naturale della progressione da GDM a DMT2 conclamato sia significativamente alterato dai diversi stili di vita. Rispetto alla popolazione generale, le donne con GDM hanno maggiori probabilità di essere in sovrappeso o obese al momento della diagnosi e, anche, hanno maggiori probabilità di sviluppare sovrappeso o obesità in futuro. Per tale ragione, Wei Bao e coll. Nello studio sono state incluse donne con diagnosi di GDM tra il e ilche ricevevano un questionario biennale per aggiornare le informazioni sullo stile di vita, i dati stile di vita asso e gestione del peso nhs ed eventuali esiti di malattia nuovi casi go here DMT2. Il basale veniva definito come il momento in cui le donne riferivano la diagnosi di GDM. Nei 18 anni di follow-up sono stati documentati casi incidenti di DMT2. In conclusione, tra le donne con una storia di GDM, il BMI al basale, quello più recente e un aumento consistente del peso corporeo sono associati significativamente e positivamente con il rischio di progressione da GDM a DMT2. Diabetologia stile di vita asso e gestione del peso nhs Skip to content Sostieni la ricerca per il diabete! Area riservata.

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Per ottenere i risultati migliori è importante, per prima cosa, scoprire perchè stile di vita asso e gestione del peso nhs di peso. Per questo motivo, quando ci si sveglia di notte si viene spesso assaliti dalla voglia stile di vita asso e gestione del peso nhs fare uno spuntino. Che invece va assolutamente evitato. Se la tiroide la ghiandola a forma di farfalla nella parte anteriore del collo non produce abbastanza ormoni, il metabolismo rallenta con conseguente aumento di peso.

La PCOS è un problema ormonale comune nelle donne in età fertile. Il peso tende a raccogliersi intorno alla pancia, mettendo queste donne a maggior rischio di malattie cardiache.

Smettere di fumare è una delle cose migliori che si possono fare per la propria salute. In media, le persone che smettono di fumare guadagnano meno di 10 chili. Alcune buone regole per gestire il proprio peso in caso di assunzione di farmaci?

Droghe, cattive abitudini sedentarie, fattori genetici e alimentazione possono incidere sul nostro aumento di peso. Ma come fare a riconoscere questi fattori e quali abitudini cambiare? I condizionamenti ambientali influenzano spesso il nostro stile di vita. Anche se le condizioni di vita ci impongono scelte poco salutari, è fondamentale ricordarsi di praticare attività fisica, poca ma quotidiana, e fare di tutto per mantenere una dieta sana.

Entrambe le sindromi sono dovute ad alterazioni cromosomiche, del cromosoma 3 e del cromosoma Per mantenere il peso corporeo nel range ottimale è necessario bilanciare le calorie provenienti da cibi e bevande con le calorie tripla garcinia recensioni. Per ridurre il rischio di malattie croniche in età adulta, è bene impegnarsi in almeno 30 minuti di moderata attività fisica.

Nella maggior parte dei casi, non sono necessari elaborati programmi di fitness, basta monitorare le attività quotidiane muovendosi a piedi almeno 30 minuti al giorno, e svolgendo le normali commissioni casalinghe. Consumare una quantità sufficiente di frutta e verdura. Meno peso garantisce un miglioramento dei sintomi e della severità della fibrillazione atriale, con un parziale recupero della normale attività ritmica cardiaca.

Lo studio ha coinvolto soggetti sovrappeso e obesi affetti da fibrillazione atriale sintomatica i quali sono stati destinati ad un periodo di follow-up della durata di 15 mesi.

In questo periodo, i partecipanti venivano assegnati o ad un programma di gestione del peso oppure venivano istruiti semplicemente su accorgimenti da tenere nello stile di vita. Gli autori hanno quindi osservato che il gruppo destinato al programma di gestione del peso presentava una riduzione della gravità dei sintomi legati alla fibrillazione atriale decisamente più marcata rispetto a quanto veniva osservato nel gruppo di controllo.

Fonte:Hany S. Abed, BPharm, Gary A. Wittert et al. Finalità e valenza formativa del Corso. Il programma didattico si articola in lezioni teoriche frontali ed interattivetenute in due giornate organizzate dai direttori della scuola a Milano ed a Roma per un totale di 16 ore e da attività cliniche ambulatoriali, di reparto e di sala operatoria effettuate nei 6 centri accreditate di alta specializzazione.

Tale attività verrà svolta nei centri accreditati di alta specializzazione. Bando di Iscrizione Sui siti web della S. Adempimenti dei Partecipanti Per partecipare al corso è necessario rivolgere domanda di iscrizione alla Segreteria SICOb mediante apposito modulo che sarà pubblicato in allegato al bando di iscrizione, in cui si attesti il possesso dei requisiti richiesti le certificazioni devono essere esibite secondo le indicazioni delle leggi vigenti.

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Ai partecipanti è richiesta una copertura assicurativa che copra il rischio infortuni e la responsabilità civile verso terzi, valida per tutta la stile di vita asso e gestione del peso nhs del corso. Sarà possibile usufruire della polizza ACOI per le scuole speciali. Tale relazione non si rilevava per l'assunzione di bevande dolcificate artificialmente. Sotto un altro punto di vista stile di vita asso e gestione del peso nhs dovrebbe affermare che le persone con una maggiore predisposizione genetica all'obesità presenterebbero una maggiore suscettibilità agli effetti deleteri delle bevande zuccherate.

Jason P. Gli Autori hanno utilizzato dati che includevano misure ripetute della BMI, la mobilità residenziale e la comparsa e la chiusura degli stabilimenti alimentari.

Hanno calcolato anche la vicinanza a questi ultimi in rapporto alla residenza di ogni soggetto, dividendoli in sei categorie. Solo le donne avrebbero dimostrato un molto piccolo effetto e, quindi, di pesare in media circa mezzo chilo in meno per ogni chilometro in più di distanza dai fast food.

A tale proposito, la qualità di una proteina è in genere definita dalla capacità di fornire aminoacidi essenziali e, quindi, dal rapporto tra questi e le proteine alimentari in grammi.

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Per determinare questa qualità si ricorre con un gran dibattito a un certo numero di metodi. Questo rapporto, calcolato dal peso guadagnato su quello della proteina consumata è importante poiché è l'unica misura che esamina l'effetto diretto di una proteina sui tassi di crescita, anche se risulta difficile confrontare questa valutazione per i praticanti di culturismo.

Sono stati anche considerati esiti sanitari diversi, possibilmente associati con l'assunzione di proteine ma i dati sono stile di vita asso e gestione del peso nhs insufficienti per stabilire il DRV Dietary Reference Value.

I dati sono stati, comunque, insufficienti per stabilire un livello di UL Tolerable Upper Intake Level per le proteine. Il PRI fino a due volte il consigliato viene regolarmente consumato e in Europa è considerato sicuro nelle diete miste per qualsiasi attività fisica e, comunque, negli adulti sani. Il DRI dietary reference intake non contiene alcuna raccomandazione specifica per quanto riguarda il tipo di proteine alimentari consumate o la distribuzione di quali proteine da usare durante il giorno.

Circa 10 g di EAA in un pasto stimolano al massimo la sintesi proteica muscolare. La popolazione in studio era costituita da Erano eseguite anche diverse analisi di regressione lineare. Per le donne la differenza di circonferenza della vita a cinque anni risultava inversamente correlata al consumo di carne rossa, verdure, frutta, burro e prodotti lattiero-caseari ad alto contenuto di grassi.

Invece, l'assunzione di patate, di alimenti a base di carne lavorata, di pollame e di snack era associata in modo positivo. Differenze di genere si verificavano per le verdure, i prodotti lattiero-caseari ad alto contenuto di grassi, la carne e cibi trasformati.

Peraltro, le proteine alimentari e in particolare la loro quantità nella dieta sono diventate recentemente oggetto di notevole interesse. Click the following article distribuzione delle proteine di qualità era definita usando la soglia EAA di circa dieci gr per pasto.

La frequenza con cui il soggetto incontrava questa soglia in tutto il giorno era determinata dalla media dei valori di tutti i tre giorni per dare una rappresentazione media della loro distribuzione di qualità delle proteine. Per piano nutrizionale per perdere peso in costa rica la composizione corporea si eseguiva una DEXA total body per determinare la percentuale di grasso addominale attraverso uno specifico programma di analisi.

I dati sono stati analizzati utilizzando con un livello di alfa di 0,05 le correlazioni stile di vita asso e gestione del peso nhs coefficienti parziali di Pearson, il controllo per la massa del corpo e i minuti di allenamento aerobico e di resistenza a settimana auto-riferiti.

Da notare a riguardo che Scott G. Nessuna associazione, invece, risultava nei meriti dei carboidrati o dei grassi alimentari. In conclusione, correlazioni da moderate a forti tra le variabili avrebbero indicato, secondo gli Autori, che la qualità e la distribuzione delle proteine potrebbero svolgere un ruolo importante nella regolazione del CAF, forte marcatore indipendente di malattia e mortalità.

Tale dato è di un certo interesse poiché assume particolare importanza per chi segue una dieta e che possono trarre vantaggio dal consumo di una fonte di proteine di qualità superiore, come latte, uova, carne bovina, la quale ha un contenuto superiore di aminoacidi essenziali per grammo di proteine. Pur tuttavia, erano limitati i stile di vita asso e gestione del peso nhs di risposta adattativa cronica derivanti dal confronto di diverse fonti proteiche. La vitamina, peraltro, tendendo per le sue caratteristiche idrofobiche a depositarsi nel grasso, risulta presente a bassi livelli nel siero degli obesi, anche in condizioni di adeguato stoccaggio corporeo totale.

Difatti, negli studi sperimentali la vitamina avrebbe dimostrato di modulare l'attività catabolica e anabolica degli adipociti. Nome utente. P erchè le vaccinazioni dell'infanzia. Metodo ed errore nella clinica: una introduzione al problema. Peraltro, rappresenta il più comune disordine nutrizionale del mondo occidentale. Un corteo di segni o stile di vita asso e gestione del peso nhs caratteristici. Un qualche danno o morbilità.

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Da notare, a tal proposito, che la conclusione di malattia con più aspetti fisiopatologici, tra cui genetici, ambientali, fisiologici e psicologici, stabilisce il quadro di riferimento per i futuri sforzi per condurre ai progressi nella sua prevenzione e trattamento.

In primo luogo, comunque, risulta importante stabilire la sua definizione corretta. La misura della circonferenza vita sembra, difatti, assumere sempre maggiore valore tanto da venire usata per la definizione della patologia più complessa a essa correlata, la sindrome metabolica.

Gli standard sono basati sul rischio per la salute per i diversi pesi. Difatti, persone molto muscolose si possono presentare con un IMC alto, ma con un basso livello di adiposità. Peraltro, nella maggior parte dei paesi occidentali la disponibilità smisurata di cibi appetibili si è dimostrata il fattore ambientale più lampante per favorire l'obesità.

I geni, poi, che nel tempo in condizioni di scarsità di cibo si sono selezionati nel promuovere l'assunzione rapida di energia attraverso gli zuccheri e i grassi, hanno fornito nella società moderna il loro indiscutibile apporto di responsabilità.

La sua ipotesi del thrifty gene, rivista poi nelconsidera i geni parsimoniosi che offrirebbero in condizioni stile di vita asso e gestione del peso nhs di abbondanza di cibo una maggiore efficienza alimentare con riserva dei grassi e un aumento rapido del peso.

In tal modo, i nostri lontani antenati potevano superare i periodi di carestia. Infatti, click preistoria l'uomo era esposto a periodi occasionali di abbondanza di cibo, seguiti da lunghi episodi di carestia. Tale adattamento genetico, iniziato La conferma di questa ipotesi, peraltro, è derivata dallo studio di alcune popolazioni stile di vita asso e gestione del peso nhs che hanno variato la loro sede atavica di esistenza, abbandonando i loro originali stili di vita.

Sono popolazioni in cui oggi si rilevano alcuni dei più drammatici aumenti delle malattie del benessere. Hanno affrontato anche frequenti periodi di carestia per la siccità.

Alla fine di questa sventura gli abitanti dell'isola divenivano stabilmente benestanti. Tale dato ha determinato un aumento marcato del consumo pro-capite delle sostanze altamente energetiche e ha proposto uno stile di vita sedentario. La stessa condizione si è verificata negli indiani Pima che dai luoghi originari del Messico si sono spostati e stabiliti negli USA.

Il risultato di stile di vita asso e gestione del peso nhs di peso risulta, quindi, inevitabile. Difatti, a questi regimi di riduzione della spesa energetica, l'assunzione di cibo dovrebbe essere notevolmente ridotta.

Tali zone svolgono, in effetti, un ruolo fondamentale nel guidare i comportamenti di assunzione degli alimenti e della loro palatilità. Sono, infatti, i cibi gradevoli al palato quelli che suscitano un forte potere motivazionale. Solo la vista e l'odore di un cibo preferito, come un piatto molto gustoso di carne o allettante come un dolce, possono suscitare un forte bisogno del mangiare secondo un probabile equilibrio di circuiti opposti che suscitano la fame e la sazietà.

Sarebbero comuni, difatti, percorsi dopaminergici nel mesencefalo, che modulano il consumo sia di cibo sia di droga, soprattutto stile di vita asso e gestione del peso nhs sensazioni di loro impellente desiderio con aumento degli effetti sulla dopamina delle regioni limbiche. Analogamente alle droghe, pertanto, il mangiare determina il rilascio di dopamina nello striato dorsale nei soggetti sani, in quantità proporzionale alla percezione della gradevolezza degli alimenti.

Peraltro, i tossicodipendenti article source, dopo la somministrazione della droga, una densità basale tonicamente inferiore del Stile di vita asso e gestione del peso nhs D2 receptor dello striato e uno smussato rilascio di dopamina.

Anche i fattori ambientali influenzano il peso e diversi studi hanno proprio dimostrato una relazione inversa tra lo stato socio-economico e la malattia.

Peraltro, lo stile di vita sedentario rappresenta chiaramente un fattore di rischio. Come detto, i meccanismi che coinvolgono il comportamento alimentare, sia nella fisiologia sia nella patologia, sono strettamente collegati al metabolismo energetico e alla regolazione della termoregolazione con un circuito complesso di ormoni, neuro-peptidi, neuro-ormoni, entero-ormoni ed entero-peptidi, snodi cerebrali.

La regolazione del peso corporeo è un meccanismo finemente regolato, in modo integrato, da numerose vie nervose, ormonali e metaboliche.

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Il nervo vago, che innerva il tubo digerente, invia segnali al midollo allungato del tronco con attività sensitivo viscerale insieme al stile di vita asso e gestione del peso nhs glosso-faringeo e al facciale. È, difatti, tale premessa che rende ragione del rischio del recupero ponderale concretamente presente per almeno cinque sino agli otto anni e, soprattutto, per i primi due anni che seguono il dimagrimento.

Invece, in caso contrario, si comporta in modo opposto. Peraltro, le informazioni sul bilancio energetico provengono al cervello anche dal tubo gastroenterico, sia per via neurogena sia endocrina.

È considerata complementare alla leptina e, stimolando l'ipofisi anteriore, determina anche la secrezione dell'ormone della crescita.

Ma anche il NPY NeuropeptideY e le melanocortine giocano un ruolo chiave nella regolazione del peso corporeo. Vi è sufficienza di prove, sia in animali da esperimento sia nell'uomo, che il sistema NPY iperattivo e quello della melanocortina inattivo portano all'obesità.

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Gli Autori hanno rilevato, in primo luogo, che il tasso di assorbimento del glucosio nel nucleo caudato dorsale era maggiore negli obesi rispetto ai normopeso. In secondo luogo, gli obesi, durante la visualizzazione di cibi appetitosi rispetto a quelli non gustosi, mostravano alla fMRI un aumento delle risposte emodinamiche nel nucleo caudato. Infine, gli obesi nella corteccia dorsolaterale e orbitofrontale documentavano più deboli risposte dei normopeso ai cibi allettanti, rispetto a quelli non gustosi.

Peraltro, la mancata attivazione della corteccia prefrontale dorsolaterale si correlava con il metabolismo del glucosio nel nucleo caudato dorsale. Questi risultati suggerivano agli Autori che la stile di vita asso e gestione del peso nhs sensibilità negli obesi agli stimoli esterni alimentari potrebbe comportare anomalie di apprendimento dello stimolo-risposta. Questi cambiamenti funzionali nella risposta e l'interconnettività del circuito di ricompensa potrebbero costituire un meccanismo fondamentale per spiegare l'eccesso di cibo consumato dagli obesi.

Pur tuttavia, in modo da chiarire maggiormente l'eziologia della malattia, continua il dibattito sul ruolo individuale dei go here in questo campo.

L'evidenza delle associazioni familiari della BMI da una generazione a quella successiva era più evidente nella linea materna. Le correlazioni tra madre e prole in due generazioni rimanevano significative quando aggiustate con le variabili fisse dello stato socio-economico, della salute e dello stile di vita. In conclusione, questo primo studio di coorte familiare segnalerebbe un'associazione duratura tra la BMI materna e della prole superiore a tre generazioni a conferma dei risultati degli studi sperimentali sugli animali.

Soprattutto dopo la proposta del sindaco di New York Michael Bloomberg di mettere al bando le bevande zuccherate contenenti zucchero sopra i Invero, queste bevande sono povere di nutrienti ma ricche di calorie e, stile di vita asso e gestione del peso nhs, promuovono l'aumento del peso anche perché probabilmente, essendo in forma liquida, non portano a un senso di sazietà e non riducono il consumo di altri alimenti.

Inoltre, il carico di zucchero provoca eccesso di secrezione insulinica, che contribuisce alla deposizione del grasso corporeo. L'obesità, peraltro, aumenta il rischio del diabete di tipo 2 continue reading delle sue complicanze cardiovascolari.

Pertanto, il consumo di bevande zuccherate costituisce un gravoso problema, producendo un impatto significativo sulla salute pubblica in tutto il suo complesso.

Janne C. Il punteggio z per l'indice di massa corporea aumentava in media di 0,02 unità DS nel gruppo senza zucchero stile di vita asso e gestione del peso nhs di 0. Gli autori a seguito dei loro risultati ipotizzavano che la riduzione di consumo di tali bevande potrebbe realmente ridurre la prevalenza di sovrappeso e obesità nella popolazione. Il punteggio di predisposizione genetica è stato calcolato sulla base di trentadue BMI-loci associati.

Sindrome metabolica

L'assunzione di bevande zuccherate è stata esaminata in modo prospettico in relazione alla BMI. Tale relazione non si rilevava per l'assunzione di bevande dolcificate artificialmente. Sotto un altro punto di vista si dovrebbe affermare che le persone con una maggiore predisposizione genetica all'obesità presenterebbero una maggiore suscettibilità agli effetti deleteri delle bevande zuccherate. Jason P. Gli Autori hanno utilizzato dati che includevano misure ripetute della BMI, la mobilità residenziale e la comparsa e la chiusura degli stabilimenti alimentari.

Hanno calcolato anche la vicinanza a questi ultimi in rapporto alla residenza di ogni soggetto, dividendoli in sei categorie. Solo le donne avrebbero dimostrato un molto piccolo effetto e, quindi, di pesare in media circa mezzo chilo in meno per ogni chilometro in più di distanza dai fast food.

A tale proposito, la qualità di una proteina è in genere definita dalla capacità di fornire aminoacidi essenziali e, quindi, dal rapporto tra questi e le proteine alimentari in grammi. Per determinare questa qualità stile di vita asso e gestione del peso nhs ricorre con un gran dibattito a un certo numero di metodi.

Questo rapporto, calcolato dal peso guadagnato su quello della proteina consumata è importante poiché è l'unica misura che esamina l'effetto diretto di una proteina sui tassi di crescita, anche se risulta difficile confrontare questa valutazione per i praticanti stile di vita asso e gestione del peso nhs culturismo. Sono stati anche considerati esiti sanitari diversi, possibilmente associati con l'assunzione di proteine ma i dati sono risultati insufficienti per stile di vita asso e gestione del peso nhs il DRV Dietary Reference Value.

I dati sono stati, comunque, insufficienti per stabilire un livello di UL Tolerable Upper Intake Level per le proteine. Il PRI fino a due volte il consigliato viene regolarmente consumato e in Europa è considerato sicuro nelle diete miste per qualsiasi attività fisica e, comunque, negli adulti sani. Il DRI dietary reference intake non contiene alcuna raccomandazione specifica per quanto riguarda il visit web page di proteine alimentari consumate o la distribuzione di quali proteine da usare durante il just click for source. Circa 10 g di EAA in un pasto stimolano al massimo la sintesi proteica muscolare.

La popolazione in studio era costituita da Erano eseguite anche diverse analisi di regressione lineare. Per le donne la differenza di circonferenza della vita a cinque anni risultava inversamente correlata al consumo di carne rossa, verdure, frutta, burro e prodotti lattiero-caseari ad alto contenuto di grassi.

Invece, l'assunzione di patate, di alimenti a base di carne lavorata, di pollame e di snack era associata in modo positivo. Differenze di genere si verificavano per le verdure, i prodotti lattiero-caseari ad alto contenuto di grassi, la carne e cibi trasformati. Peraltro, le proteine alimentari e in particolare la loro quantità nella dieta sono diventate recentemente oggetto di notevole interesse. La distribuzione delle proteine di qualità era definita usando la soglia EAA di circa dieci gr per pasto.

La frequenza con cui il soggetto incontrava questa soglia in tutto il giorno era determinata dalla media dei valori di tutti i tre giorni per dare una rappresentazione media della loro distribuzione di qualità delle proteine.

Per rilevare la composizione corporea si eseguiva una DEXA total body per determinare la percentuale di grasso addominale attraverso uno specifico programma di analisi. I dati stile di vita asso e gestione del peso nhs stati analizzati utilizzando con un livello di alfa di 0,05 le correlazioni dei coefficienti parziali di Pearson, il controllo per la massa del corpo e i minuti di allenamento aerobico e di resistenza a settimana auto-riferiti.

Da notare a riguardo che Scott G. Nessuna associazione, invece, risultava nei meriti dei carboidrati o dei grassi alimentari. In stile di vita asso e gestione del peso nhs, correlazioni da moderate a forti tra le variabili avrebbero indicato, secondo gli Autori, che la qualità e la distribuzione delle proteine potrebbero svolgere un ruolo stile di vita asso e gestione del peso nhs nella regolazione del CAF, forte marcatore indipendente di malattia e mortalità.

Tale dato è di un certo interesse poiché assume particolare importanza per chi segue una dieta e che possono trarre vantaggio dal consumo di una fonte di proteine di qualità superiore, come latte, uova, carne bovina, la quale ha un contenuto superiore di aminoacidi essenziali per grammo di proteine. Pur tuttavia, erano limitati i dati di risposta adattativa cronica derivanti dal confronto di diverse fonti proteiche.

La vitamina, peraltro, tendendo per le sue caratteristiche idrofobiche stile di vita asso e gestione del peso nhs depositarsi nel grasso, risulta presente a bassi livelli nel siero degli obesi, anche in condizioni di adeguato stoccaggio corporeo totale.

Difatti, negli studi sperimentali la vitamina avrebbe dimostrato di modulare l'attività catabolica e anabolica degli adipociti. Kendra A. La 25 [OH] D in nanogrammi per millilitro e la 1,25 [OH] 2D in picogrammi per millilitro, il tessuto adiposo addominale sottocutaneo SATquello viscerale VATentrambi determinati dalla tomografia computerizzata, e l'indice di massa corporea BMI erano misurati sia al basale sia al follow-up.

Hanno anche quantificato la [25 OH D] nei campioni di base di un gruppo scelto a caso le variabili antropometriche di ogni anno per una media di trenta mesi e stimato la variazione media di ciascun indicatore in base allo stato basale della vitamina, utilizzando modelli misti multivariati di regressione lineare. I bambini carenti dimostravano una variazione della BMI maggiore di 0.

Hanno, quindi, determinato i livelli sierici di 25 OH D e le misure antropometriche a livello basale e durante il follow-up in un campione casuale di 2. Nei 2.